I Trattati di Roma, rappresentano una nuova occasione per parlare d’Europa, per ricordarla, per celebrarla. Dovremmo in realta’ festeggiarla ogni giorno, anche cosi’ imperfetta e’ un patrimonio inestimabile di cultura e opportunita’. Anche se la mia personale esperienza e la vita quotidiana testimoniano l’occasione mancata che continua a rappresentare, sempre ancora zoppa e con una crescente dose di populismo, queste celebrazioni, sono l’occasione per ricordare quello che ha rappresentato per i padri fondatori, quello che voleva essere in una prospettiva di visione di integrazione e che forse non sara’ mai.

Nonostante tutto questo, nonostante la crescente autocrazia e populismo, rimane una occasione che ha permesso 60 anni di pace, che ha rappresentato una spinta al confronto culturale, che e’ sopravvissuta a tutti i tentativi di metterla in discussione perche’ in fondo e’ una necessita’ per il mondo intero. Una Europa stabile, sebbene invischiata in meccanismi che poco consentono la crescita, e’ sempre una Europa che vale la pena di difendere e celebrare e non per la macchina burocratica che rappresenta, che francamente trovo dispendiosa e poco utile, ma perche’ dietro quella macchina, ogni cittadino europeo e del mondo rimane invischiato, anche senza saperlo. Una Europa che ci obbliga al rispetto di alcune regole sociali, culturali, economiche, giuridiche . Regole che vanno sempre messe in discussione ma che in quanto esistenti, sono esse stesse una ricchezza in un contesto civile di comune convivenza.

Una Europa che non e’ giusta, non e’ equa, non e’ quel sogno che si pensava potesse rappresentare ma che mantiene il suo ruolo di riferimento in un contesto globale, quel riferimento storico, culturale che non dovremmo mai stancarci di difendere. Anche se avrebbe potuto fare di piu’ in 60 anni, quel poco rappresenta sempre la base da cui ripartire.

Ines Caloisi

presidente TIA Formazione e coordinamento TIA-Org.eu

*https://tia-org.eu/tia-formazione-consiglio-direttivo/

 

Ines Caloisi