Il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato l’Agenda europea sulla Migrazione – European Agenda on Migration – documento in cui delinea le azioni da intraprendere per far fronte alla situazione di crisi nel Mediterraneo e le iniziative da mettere in atto per gestire al meglio il fenomeno migratorio in ogni suo aspetto.

Le frontiere esterne dell’Unione europea sono divenute, negli ultimi anni, teatro di tragedie umanitarie senza precedenti. Nel solo mese di giugno 2018, più di 650 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee, in cerca di migliori condizioni di vita.

Si tratta di una situazione di emergenza che non può essere affrontata in maniera efficace dagli Stati membri dell’UE a livello nazionale. La gestione dei flussi migratori è, infatti, una questione complessa che necessita di una condivisione di responsabilità, non solo tra gli Stati europei, ma anche relativamente al coinvolgimento di Paesi terzi di transito e di origine dei migranti. Per questo, la Commissione europea ha messo in campo una strategia di vasta portata per rispondere alle sfide immediate poste dalla crisi in corso e per dotare gli Stati membri di strumenti per gestire al meglio il fenomeno delle migrazioni nel medio e lungo termine.

L’Agenda europea sulla migrazione risponde alle priorità politiche delineate dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e prevede una serie di misure da attuare nel periodo compreso tra il 2015 e il 2020, fondate su quattro pilastri:

  • Ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare:affrontare le cause alla base della migrazione irregolare, smantellando le reti di traffico e tratta e definendo le azioni da intraprendere per una migliore applicazione delle politiche di rimpatrio;
  • Salvare vite umane e proteggere le frontiere esterne:ciò comporta una migliore gestione delle frontiere esterne dell’UE e il miglioramento dell’efficienza dei valichi di frontiera;
  • Rafforzare la politica comune europea in materia di asilo:con l’aumento del numero dei richiedenti asilo, le politiche dell’UE devono fondarsi sulla solidarietà verso coloro che necessitano di protezione internazionale e tra gli Stati membri dell’UE;
  • Sviluppare una nuova politica in materia di migrazione legale:in vista delle future sfide demografiche, la nuova politica dell’UE deve puntare ad attrarre i lavoratori di cui l’economia europea ha bisogno, facilitando l’ingresso e il riconoscimento delle qualifiche.

Lo scorso 16 maggio 2018 a Bruxelles la Commissione europea ha presentato i progressi compiuti nei primi mesi del 2018 relativamente all’attuazione dell’Agenda e riferito in merito alle azioni intraprese nell’ambito della Tabella di marcia politica – presentata nel dicembre 2017 – per raggiungere un accordo globale in materia di migrazione.

Sebbene gli sforzi comuni dell’UE abbiano continuato a dare risultati – si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Commissione europea – tre anni dopo l’approvazione dell’Agenda, l’attuale pressione migratoria rende la situazione ancora precaria, come testimonia il recente aumento degli arrivi lungo le rotte del Mediterraneo orientale e occidentale. Ciò vuol dire che, nonostante i progressi compiuti, l’Unione europea deve rafforzare ulteriormente la propria risposta alle sfide poste dalla migrazione, con particolare riferimento ai picchi stagionali e ai cambiamenti di rotta. Per fare ciò, dovrà necessariamente consolidare la cooperazione con gli Stati membri e con i partner internazionali.

Colmare la persistente carenza di mezzi della guardia costiera e di frontiera europea, migliorare i rimpatri, promuovere il reinsediamento e proteggere meglio i migranti lungo le rotte. Sono questi, secondo la Commissione, gli aspetti per i quali si richiede una risposta forte ed immediata da parte dell’UE.

 

Per approfondire:

European Agenda on Migration

Relazione sullo stato di attuazione dell’agenda europea sulla migrazione

Tabella di marcia per un’Unione più unita, più forte e più democratica