Lo scorso 3 settembre a Vienna abbiamo partecipato all’EU Citizens’ Dialogue con il Commissario europeo Tibor Navracsics e Juliane Bogner-Strauβ, Ministro Austriaco per le Donne, la Famiglia e la Gioventù. L’incontro è stato preceduto da un workshop in cui i partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi e di scambiarsi opinioni e proposte sulle numerose opportunità che l’Europa offre ai giovani in diversi settori e sulla necessità di incentivare la cittadinanza europea attiva, soprattutto tra le nuove generazioni.

Il Citizens’ Dialogue ha visto la partecipazione di una platea numerosa, composta soprattutto da giovani provenienti dall’Austria e da altri Stati europei. Molte le domande che i partecipanti hanno posto ai due rappresentanti istituzionali, toccando temi diversi ma collegati tra loro come l’identità europea, la partecipazione giovanile alla vita politica, l’euroscetticismo, l’importanza delle politiche relative al settore dell’istruzione nei diversi Paesi europei.

Secondo il Commissario europeo Tibor Navracsics, l’identità europea non deve essere vista come antitetica rispetto alle diverse identità nazionali ma, al contrario, le arricchisce ed è essenziale per costruire un’Unione più forte. Il programma Erasmus ha giocato – e continua a giocare – un ruolo importante nella costruzione dell’identità europea perché permette ai giovani di ogni parte d’Europa di diventare parte della società civile di altri Paesi dell’UE, di sperimentare in prima persona il senso di cittadinanza europea attiva e, in questo senso, favorisce l’inclusione sociale.

Al programma Erasmus è stata dedicata un’attenzione particolare nel corso del dibattito. Un voto da parte del pubblico in apertura dell’evento ha, infatti, rivelato che questo programma viene considerato come uno dei migliori strumenti per creare unione e solidarietà tra i giovani europei.

Il Commissario Tibor Navracsics ha affermato, a questo proposito, che i finanziamenti per l’Erasmus verranno raddoppiati dopo il 2020 proprio per permettere ad un maggior numero di giovani europei di partecipare al programma.

Altre domande hanno riguardato l’importanza dell’insegnamento nelle scuole della storia dell’Unione europea e dei sui valori fondanti, la necessità di combattere l’euroscetticismo tra le nuove generazioni, alimentato soprattutto dalle fake news e dalla tendenza a non informarsi attraverso i corretti canali di informazione.

In conclusione dell’incontro, Tibor Navracsics ha ribadito l’importanza della partecipazione giovanile attiva alla politica e la necessità che i giovani stessi siano messi nelle condizioni di utilizzare tutti gli strumenti e le opportunità che l’Europa offre loro per il raggiungimento dei propri obiettivi. L’istruzione, in questo senso, gioca un ruolo fondamentale. Proprio con l’obiettivo di rendere i cittadini europei più informati e consapevoli, entro il 2025 verrà istituita una nuova “European Education Area”che rafforzerà la cooperazione tra i diversi sistemi di istruzione nazionali e il primo passo sarà la promozione del reciproco riconoscimento dei diplomi.

La sensazione che abbiamo avuto, dopo aver partecipato al Citizens’ Dialogue di Vienna, è quella di aver preso parte ad un dibattito aperto e informale in cui i presenti hanno potuto porre domande, esporre dubbi e perplessità, oltre a formulare proposte per migliorare la cittadinanza attiva e rafforzare il senso di identità europea tra i giovani e non solo.

Iniziative come il Citizens’ Dialogue, che si tengono a cadenza regolare nei diversi Paesi europei, rappresentano sicuramente un passo importante in questa direzione.

Francesca Garreffa

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