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Liberi Cittadini (www.libericittadini.net) è associazione politica che si rivolge alla società civile, una società civile ante litteram, composta da contestatori moderni che lavorano per il bene pubblico con sacrificio ed umiltà.

Cospiratori all’avanguardia che suggeriscono una riflessione e soprattutto soluzioni.

Persone per bene, che studiano e che lavorano; che amano che si divertono e che si impegnano; che non hanno mai vissuto, non vivono, né intendono vivere di politica, per questo non temono a dirsi persone che fanno politica .

5 Maggio 2017

Teatrino della Società Machiavelli
via del Trebbio 14 rosso, Firenze
h.21-24

“Come l’Europa ci cambia la vita”

Amici, viaggi, cibo, studi, diffidenze, lavoro, famiglia, cervello, fantasia, ansie, confini, illusioni, protezioni…

“Primavera 2017 : cambiamento”

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COMUNICATO STAMPA

Firenze, 4 Maggio 2017

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Si terrà domani venerdì 5 maggio 2017 alle ore 21:00 presso il Teatrino della Società Machiavelli in Via del Trebbio 14 Rosso a Firenze “Come l’Europa ci cambia la vita”. L’evento, promosso da Liberi Cittadini e organizzato da Tia Europe, chiuderà l’intenso programma di appuntamenti della seconda giornata della quarta edizione del Festival d’Europa. L’iniziativa è nata da una lunga riflessione sull’Europa e su come, secondo Niccolò Rinaldi (Presidente di Liberi Cittadini), “noi cittadini europei spesso dimentichiamo l’Europa, quasi non rendendoci conto come la nostra vita quotidiana sia cambiata enormemente, e quasi sempre in positivo, negli ultimi anni a causa dell’integrazione europea”.

Durante l’incontro interverranno diverse personalità provenienti da diversi contesti professionali e istituzionali, “una serie di voci in stile libero”, afferma Rinaldi “che dal lavoro alla tavola, dallo studio alla memoria, dai finanziamenti alla casa, e molto altro – racconteranno questa inavvertita, imperfetta e profonda rivoluzione di tutti i giorni che si chiama Europa.” Fra i relatori presenti: Letizia Ciancio, responsabile del Dipartimento Politiche di Genere e della Famiglia per Liberi Cittadini, Valeria Fargion dell’Università degli studi di Firenze, Alessio Morganti, senior partner di Morganti&Partners ed esperto di progettazione europea, Cristiana Muscardini, eletta per cinque volte europarlamentare e membro della Convenzione Europea, Daniel Vogelmann, fondatore della Casa Editrice Giuntina, Niccolò Rinaldi, presidente di Liberi Cittadini, Giusy Rossi, esponente del Movimento Federalista Europeo, Gabriele Volpi, studente del quarto anno al liceo classico europeo. L’incontro sarà coordinato da Ines Caloisi, referente di TIA-ORG.eu.

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 28 Aprile 2017

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Si terrà venerdì 5 maggio 2017 alle ore 21:00 presso il Teatrino della Società Machiavelli in Via del Trebbio 14 Rosso a Firenze “Come l’Europa ci cambia la vita”. L’evento, promosso da Liberi Cittadini e organizzato da Tia Europe, si inserisce con coerenza nel vasto e consolidato impianto di appuntamenti del Festival d’Europa e sarà l’occasione per approfondire come l’Unione Europea abbia rafforzato le libertà politiche, civili e sociali attraverso le istituzioni e i trattati fondativi cambiando la quotidianità dei suoi cittadini. Interverranno all’evento personalità provenienti da diversi contesti professionali e istituzionali, contribuendo, attraverso molteplici prospettive, a presentare l’Europa di oggi.

Fra gli interventi programmati, Letizia Ciancio, responsabile del Dipartimento Politiche di Genere e della Famiglia per Liberi Cittadini, presenterà una riflessione sul “Cambiamento: liberazione o perdizione”.
A seguire, Valeria Fargion dell’Università degli studi di Firenze affronterà il tema dell’istruzione con “L’Europa all’Università”.
Alessio Morganti, senior partner di Morganti&Partners ed esperto di progettazione europea, presenterà “I fondi europei: sviluppo e benefici” dedicato alle opportunità fornite dall’Unione Europea attraverso i suoi Programmi.
Sarà poi la volta di Cristiana Muscardini, eletta per cinque volte europarlamentare e membro della Convenzione europea, che darà una lettura in chiave politica con il suo intervento “25 anni al Parlamento Europeo, speranze, delusioni e ancora speranze”.
Niccolò Rinaldi, presidente di Liberi Cittadini, presenterà, invece, l’Europa in chiave culinaria con “Ricettario di cucina europea in tempo di crisi”, titolo tratto dall’omonimo libro edito da Festina Lente, che sarà regalato a tutti i partecipanti.
Sarà dato spazio al programma Erasmus, giunto quest’anno al trentesimo anno di vita, con l’intervento di Giusy Rossi, esponente del Movimento Federalista Europeo, esperta di politiche giovanili ed ambasciatrice della generazione Erasmus, che racconterà “La mia casa Erasmus”.
Daniel Vogelmann racconterà “L’Europa dei miei libri e della mia gente”.
Infine, Gabriele Volpi, studente del quarto anno al liceo classico europeo, presenterà il suo percorso come Exchange Student nella Bassa Renania con la “La mia esperienza di studente Europeo”.

Niccolò Rinaldi presenta l’evento: “Come l’Europa ci cambia la vita”

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Se è vero che l’Unione ha visto l’Erasmus protagonista assoluto dell’educazione della prima generazione di cittadini europei, la generazione dei millennials studia in una lingua diversa da quella madre, condivide cultura e mode di coetanei ovunque residenti, ipotizza un futuro diffuso (purtroppo o per fortuna non sempre per scelta!).

La cultura così acquisita sembra avere guadagnato in termini di libertà, consapevolezza ed ambizione, da quando quella prospettiva – fino a pochi anni fa ancora elitaria – è diventata oggi una dimensione comune grazie allo scambio di esperienze, professioni, competenze e relative umanità.

Non solo viaggiare, come studiare e lavorare, ma scegliere di curarsi con gli stessi costi e garanzie del proprio paese è diventato una normale consuetudine di vita, ma si tratta di una libertà conquistata a partire da quel diritto di libera circolazione delle persone, figlio dell’accordo di Schengen del 1985 (e della successiva convenzione di Schengen del 1990) che abolì i controlli alle frontiere fra i paesi partecipanti.

Fu poi la direttiva 2011/24/UE a formalizzare il diritto di ogni cittadino di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza per curarsi e ottenere, una volta rientrato nel proprio Paese, il rimborso delle spese sostenute. E fu la direttiva 93/109/CE del Consiglio, del 6 dicembre 1993 a riconoscere ad ogni cittadino europeo, che risieda in un altro paese dell’Unione, il diritto di votare e candidarsi alle elezioni comunali o del Parlamento nazionale

Se sono maggiori le tutele per gli acquisti online, è grazie alla direttiva europea 83 del 2011 recepita dal decreto legislativo 21 del 21 febbraio 2014 che aumenta il tempo a disposizione dei consumatori per esercitare il diritto di recesso; e sono sempre norme europee a tutelare i viaggiatori nel caso si verifichino problemi durante un viaggio internazionale in partenza dall’Unione europea o in arrivo nei Paesi membri. Ed ancora, più semplicemente, se per telefonare a casa da ogni angolo di Europa non costa più intere ricariche, lo dobbiamo ad un recente pacchetto di provvedimenti adottato dalla Commissione Ue.

Su tre milioni di studenti partiti dal 1987 a oggi, più di un quarto di coloro che ha preso parte al progetto ha incontratoil proprio partner durante il periodo di studio in un altro Paese europeo: da queste unioni sono nati un milione di bambini, una generazione di cittadini europei già oltre quella Erasmus.

Cambiamento: liberazione o perdizione? 

di Letizia Ciancio (scarica il pdf)

Non si può non cambiare… perché la vita è cambiamento per definizione! Nell’interazione con l’ambiente, le nostre cellule muoiono e rinascono in continuazione e il nostro cervello, grazie alla c.d. “plasticità neuronale”, disegna circuiti sempre nuovi, per acquisire nuove capacità o eliminare abitudini non più funzionali. Potremmo dunque definire vivere come “arte del cambiare”, cioè abilità nel guidare il cambiamento nella direzione che preferiamo. Ma è realmente possibile guidare il nostro cambiamento? E il cambiamento sociale, fino a che punto possiamo orientarlo? In tutto ciò che influenza ha avuto la rivoluzione tecnologica dell’informazione e della comunicazione?

In un panorama sociale e politico che cambia continuamente, è davvero difficile per l’individuo formarsi un’opinione consapevole, basata su dati e ragionamenti: molto spesso l’informazione è eccessiva e non si hanno né il tempo né le competenze sufficienti per verificare le fonti e la validità dei dati. Così, l’eccesso d’informazioni, in assenza di tempo e strumenti d’analisi, finisce per generare confusione e per disinformare. E l’individuo finisce per ricorrere a semplificazioni estreme, magari aggrappandosi a confortanti stereotipi sociali pur di sedare un bisogno umano fondamentale: capire ciò che accade ed esprimere un parere. Questo perché siamo esseri sociali e costruiamo la nostra identità in relazione al gruppo sociale di riferimento. Allora il punto è proprio questo: qual è il nostro gruppo di riferimento, in un mondo in cui i confini culturali, semantici e geografici vengono continuamente ridiscussi? Chi siamo noi, in un mondo ormai globalizzato? Come possiamo inoltre rispondere alla più classica delle domande – cos’è bene / cos’è male – dove scienza e tecnologia sfidano continuamente i limiti della coscienza? Essere Umani e cittadini oggi è davvero complesso, perché se già non era sufficientemente complessa la costruzione identitaria “classica”, nel momento in cui i confini saltano, da complessa, la sfida diventa quasi impossibile!

Ecco allora che il cambiamento, da elemento connaturato alla vita stessa, da liberazione e occasione di rinascita continua, diventa quasi una maledizione. Come fare allora? Da dove ripartire per contenere la liquidità contemporanea nella forma a noi più funzionale? Qualche “paletto” va certamente rimesso… qualche “limite invariante”, all’interno del quale, l’infinito potenziale che la complessità contiene, possa esprimersi liberamente. Perché non c’è nulla di più schiacciante dell’assenza di limiti e nulla di più distruttivo dell’assenza di forma, di identità. Senza un’identità, come singoli e come gruppo, siamo come nudi nella giungla, indifesi e vulnerabili, dunque più aggressivi e diffidenti…

Allora, in tutto questo, ribadire la nostra fiducia nel sogno europeo, sforzandoci di definire meglio cosa significhi e quali siano gli elementi comuni che ci identificano come cittadini d’Europa, potrebbe rappresentare quello sforzo comune in grado di ridefinire un’identità collettiva. E allora, forse, saremo in grado di posizionarci con più forza nel contesto globale, affrontando, adeguatamente abbigliati, le sfide immense che ci attendono.

I fondi europei: sviluppo e benefici 

di Alessio Morganti (scarica il pdf)

Le sovvenzioni dell’Unione rappresentano oggi una grande opportunità per tutti gli italiani. Opportunità che però il nostro paese riesce a cogliere soltanto in parte. Le ragioni sono molteplici. A titolo esemplificativo si può affermare che le sovvenzioni si dividono in sovvenzioni dirette ed indirette. La procedura avviene per bando di concorso dove vengono valutati gli obiettivi, la rilevanza sul programma, la metodologia di implementazione e l utilizzo delle risorse finanziarie. Il grosso problema tuttavia risulta essere a monte, difatti i fondi di origine diretta, ovvero quelli direttamente erogati dall’Unione Europea risultano essere più efficaci e ben distribuiti sugli stati, altresì quelli di origine indiretta ovvero quelli erogati e controllati a livello nazionale o regionale risultano essere parzialmente efficaci. È importante chiarire che per quanto riguarda i fondi indiretti la fonte di finanziamento é soltanto per circa la metà europea, difatti la parte restante viene erogata dallo stato o dalle regioni stesse. In questo caso regioni come la Puglia, il Piemonte ed il Friuli si mostrano abbastanza virtuose e capaci nella distribuzione delle sovvenzioni, altresì regioni come Lazio, Abruzzo e Campania non riescono ad utilizzarli in maniera corretta in quanto le linee budgetare regionali destinate all’implementazione de fondi vengono dirottate su campi come la sanità ed il lavoro, con pessimi risultati in entrambi i casi.

25 anni al Parlamento Europeo, speranze, delusioni e ancora speranze

di Cristiana Muscardini  (scarica il pdf)

Senza Europa le speranze di una convivenza priva di conflitti e violenze si riducono pericolosamente. Con questa Europa, incapace da anni di politica comune, anche di fronte al terrorismo, di visione del futuro e di azioni sinergiche per contrastare le nuove povertà, economiche e morali, si rafforzano i populisti e gli indifferenti.
Ridare Anima all’Europa e il nostro antico e rinnovato impegno e per realizzarlo dobbiamo parlare di economia come di sentimenti, di valori e di necessita,di regole e di doveri,non solo di diritti. Doveri delle istituzioni verso i cittadini e dei cittadini verso le istituzioni, come avevamo sostenuto nella proposta di una carta universale dei doveri per completare la carta dei diritti fondamentali. A quasi trenta anni dalla caduta del muro di Berlino altri muri sorgono,non soltanto materiali, e non vi e muro più pericoloso di quello che impedisce ad un essere umano di “parlare” con un suo simile. Bisogna conoscere le ragioni dell’altro ,bisogna comprendere esigenze diverse ma occorrono regole certe per tutti, solo così potremo realizzare quanto avevamo scritto nella convenzione europea immaginando un’ Europa nella quale saremmo stati uniti nelle differenze.

La mia casa Erasmus

di Giusy Rossi  (scarica il pdf)

La mia casa Erasmus non è che un piccolo un porto di mare: c’è chi vi trova rifugio per un po’ e chi ne fa pista di lancio verso nuove mete. Per più di dieci anni, dopo aver vissuto in Germania e in Francia, ho condiviso le sorti dell’appartamento dove abito a Firenze, con studenti di altri paesi, che ogni volta hanno reso il condominio un po’ più curioso e internazionale. Gli accordi di Schengen sono niente a confronto della libera circolazione dei cittadini in transito per casa: Austria, Francia, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Germania, Moldavia, Croazia, Grecia, Romania, Bielorussia… come nel mitico film “L’appartamento spagnolo”. C’è stato un periodo in cui ogni oggetto di cucina indossava una targhetta con il nome e i sottotitoli in 3 lingue! L’apertura delle frontiere del mio appartamento ha finito per trasformarlo in una specie di “compartimento”, come di un treno per viaggi immaginari, dove gli incontri che fai però sono reali, e si viaggia pur stando fermi nella stessa città.
Sembra che la nostra società moderna occidentale, dalla Rivoluzione Francese in poi, abbia completamente trascurato nei fatti il valore della fratellanza: mentre libertà e uguaglianza sono diventati temi portanti dell’architettura istituzionale e politica dell’Unione Europea – e non solo – la dimensione della solidarietà tra le persone appare relegata a un ambito privato, discrezionale, volontaristico. E’ proprio su questo piano che invece si può fare molto per sviluppare l’unione dei popoli, dando forma quotidiana al rispetto per l’altro, valorizzando le diversità, riconoscendo giorno dopo giorno quella dignità che ci accomuna tutti come uomini, donne e cittadini.

La casa Erasmus non è solo co-housing, un fenomeno che sembra in crescita, soprattutto nelle grandi città – anche per la necessità di dividere le spese – ma può diventare, nei casi migliori, una vera e propria esperienza di comunità, in cui si finisce per condividere anche gli amici, la musica, le ricette di cucina, fino alle questioni più serie della vita.
Coloro che hanno fatto l’Erasmus sono persone che provengono dagli arcipelaghi più disparati, parlano le lingue, 3, 4 anche 5; conoscono la storia e la cultura degli altri paesi, ne sono testimoni diretti e attivi; viaggiano, si interessano di relazioni internazionali; si scambiano la casa per le vacanze; sono capaci di ballare il valzer nel castello di Sissi a Vienna come il flamenco per le strade alla Feria de Avril di Siviglia; rispettano l’ambiente, differenziano i rifiuti fino all’ultima bustina di thè!

Ma una casa Erasmus è alla portata di tutti, oggi, e permette di agire in modo concreto e positivo oltre la “paura dello straniero”: può essere considerata quasi una forma di presidio democratico informale contro i meccanismi di semplificazione che portano ai nuovi populismi.
E’ come se avessimo sviluppato un settimo senso, un’attenzione selettiva, un radar a onde blu con dodici stelline, pronto a intercettare ogni notizia che riguarda l’Europa, gli amici lontani, ogni occasione di approfondimento: un dibattito, un libro, un posto da uditore… un viaggio, un adesivo o un bando di concorso internazionale.
Ognuno in Europa può sentirsi a casa, anche in un paese diverso da quello in cui è nato: questo è il messaggio della Generazione Europea che non ha fatto la guerra ma ha fatto l’Erasmus, e che ha ormai una propria mappa affettiva del vecchio continente, in cui le distanze e i confini non esistono più.

La mia esperienza di studente europeo

di Gabriele Volpi  (scarica il pdf)

Ho partecipato ad un’esperienza non solo scolastica ma anche di vita in famiglia in Germania. Per cinque mesi ho vissuto a Lammersdorf, un piccolo paese a ovest di Colonia ed ho frequentato il liceo di Monschau. Fin da subito, a scuola, ero considerato come “l’Italiano”, e tutto ciò che comporta anche in fatto di stereotipi. Erano tutti meravigliati dalla mia conoscenza della lingua e quasi nessuno si aspettava qualcosa da me, se non di migliorare il tedesco. Farsi amici non è stato difficile, la stereotipata freddezza dei tedeschi pareva non esistere in quel piccolo paese di pochi abitanti. In famiglia invece il mio ruolo era quello di fratello maggiore, ma allo stesso tempo, specialmente all’inizio, di ospite riverito. Ammetto che all’inizio ci si sente molto smarriti, in particolare io non riuscivo a trovare il modo per impegnare le mie giornate, che sembravano non finire mai, grazie a interi pomeriggi liberi, cosa per me molto insolita in Italia. D’altra parte proprio la vita in famiglia è stata la parte più interessante di quest’esperienza, le differenze nelle abitudini alimentari, degli orari, della non conoscenza della lingua inglese, la vita di una normale famiglia tedesca di ceto medio. Dopo quest’esperienza ho scoperto una Europa fatta di culture diverse ma allo stesso tempo unita da un comune senso di appartenenza. Avendo vissuto in un ambiente interculturale, anche insieme ad altri exchange students, ho potuto notare un diverso approccio alla politica da parte dei miei coetanei: in Germania anche i ragazzi molto giovani si interessano e parlano molto di Politica, cosa che avviene molto raramente in Italia. Concludo dicendo che queste esperienze di studio e soggiorno all’Estero, sono importanti per far avvicinare i giovani a una prospettiva di comunità internazionale e ci aiutano a creare ponti tra un paese e l’altro.

INTERVENTI PROGRAMMATI

Letizia Ciancio “Cambiare: liberazione o perdizione”
Valeria Fargion “L’Europa all’università”
Alessio Morganti “I fondi europei sviluppo e benefici”
Cristiana Muscardini “25 anni al Parlamento europeo, speranze, delusioni e ancora speranze”
Niccolò Rinaldi “Ricettario di cucina europea in tempo di crisi” (Festina Lente, 2012)*
Giusy Rossi “La mia casa Erasmus”
Daniel Vogelmann  “L’Europa dei miei libri e della mia gente”
Gabriele Volpi  “La mia esperienza di studente Europeo”

Letizia Ciancio

Responsabile Dipartimento Politiche di Genere e della Famiglia per Liberi Cittadini, Board Member e Segretaria di Corrente Rosa, Socia professionista di FeRPI. Laureata con Lode in Scienze Psicologiche, Master in Direzione e Sviluppo Risorse Umane, esperta di gender issues, è autrice di saggi sui temi di attualità sociale. Lavora da 20 anni nella comunicazione a vari livelli, dal visual design alle relazioni istituzionali. Da tempo si occupa di
Responsabilità Sociale e si impegna attivamente per promuovere la costruzione di Valore Sociale a tutti i livelli, in azienda come in politica. Comunicatrice e PR, autrice de “Il cambiamento possibile”.

Valeria Fargion

Valeria Fargion è titolare di una cattedra Jean Monnet di politica dell’integrazione europea e coordina il percorso di studi europei nell’ambito della laurea magistrale in relazioni internazionali e studi europei della Università di Firenze. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni hanno riguardato in particolare le politiche sociali sia in Italia che in Europa, l’utilizzo dei fondi strutturali e più recentemente le politiche di cooperazione della Ue in Africa. Per questo festival d’Europa ha organizzato “The EU and Global Challenges. 28 ideas from the Erasmus generation” con studenti provenienti da tutti i paesi europei.

Alessio Morganti

Nato a Roma 43 anni fa, si laurea in economia in Italia e per poi specializzarsi con un master in economia internazionale presso l’istituto di studi europeo Jean Monnet della statale di Bruxelles. Tra i suoi maestri ci sono grandi economisti quali Andrè Sapir, Peter Praet e Mario Monti.
Ha una esperienza di circa 15 anni all’interno delle Istituzioni Europee in modo particolare la Commissione in due diverse DG: Europeaid come esperto valutatore di progetti e Regio come economista modellista . Oggi vive a Roma ed è senior partner della Morganti&Partners srl, uno studio di Progettazione Europea che attrae nel nostro paese oltre dieci milioni di euro di risorse europee in diversi campi principalmente: Sviluppo Rurale, Alta Tecnologia e Ambiente.

Cristiana Muscardini

Cristiana Muscardini, laureata in Filosofia, scrittrice e pubblicista, si occupa di analisi politica, economica e sul terrorismo. Parlamentare nazionale nella nona legislatura, per 25 anni al Parlamento europeo è stata membro della Convenzione europea, vicepresidente della commissione Commercio internazionale ed è Medaglia d’Oro al Merito europeo. Presidente del CSR scrive su Il Patto Sociale – Informazione Europa.

Niccolò Rinaldi

Niccolò Rinaldi è nato a Firenze nel 1962. Laureato in Scienze Politiche, ha scritto la sua tesi finale dal titolo Dakar Road Economy, dopo un’esperienza sul campo in Senegal. Autore di numerose pubblicazioni di stampo internazionale ed europeo.
È stato responsabile dell’informazione per le Nazioni Unite in Afghanistan dal 1990 al 1991; successivamente è divenuto Consigliere politico al Parlamento europeo per il gruppo ALDE (Alliance of Liberals and Democrats for Europe) fino a raggiungere la carica di Segretario Generale aggiunto e vice presidente del gruppo. Dal 2009 al 2014 parlamentare Europeo. Presidente Liberi Cittadini.

Giusy Rossi

Esponente del Movimento Federalista Europeo, nata a Firenze (Europa), dove vive e lavora, come operatore socio culturale nell’ambito delle politiche giovanili. Esperta in progettazione europea, svolge consulenze a livello internazionale. Ha vissuto in Germania e in Francia, viaggiando, studiando e lavorando, diventando per passione “ambasciatrice” della Generazione Erasmus.

Daniel Vogelmann

Nato a Firenze il 28 maggio 1948, coniugato con Vanna Lucattini, padre di Shulim e nonno di Alma e Shira, esordisce negli anni ’70 come poeta, pubblicando alcuni volumi di liriche, tra cui Fondamentale (Guanda, 1972). Nel 1980 fonda la Casa Editrice Giuntina, la cui prima pubblicazione nella collana «Schulim Vogelmann», dedicata alla memoria del padre, reduce da Auschwitz, fu La notte del premio Nobel Elie Wiesel (tradotta dallo stesso Vogelmann), a cui negli anni si sono aggiunti più di 700 titoli sulla cultura ebraica.

Gabriele Volpi

17 anni, studente del quarto anno al liceo classico europeo nella villa del Poggio Imperiale di Firenze. Ho trascorso recentemente 5 mesi in Germania ospite di una famiglia della Bassa Renania come “Exchange Student” frequentando il liceo del paese. Abituato fin da piccolo a viaggiare e vivere in ambienti interculturali e da sempre aperto a esperienze nuove e insolite.

*Ines Caloisi

Coordina le attività di TIA Europe per servizi e consulenze di impresa. Fondatrice e coordinatrice anche di TIA Formazione per la quale delinea proposte formative e progetti europei. Esperta di politiche europee.

*Libro in omaggio ai partecipanti della serata

DOVE ALLOGGIARE

Per conoscere gli alberghi nelle vicinanze consultare questo link.