La Commissione Europea ha presentato  la proposta di nuova programmazione 2021-2027 per un bilancio europeo da 1.135 miliardi di euro e 1.105 miliardi di euro in pagamenti  che, tenendo conto dell’inflazione, corrispondono al bilancio 2014-2020. 

 

A fronte del gap provocato dalla Brexit e la Commissione ha proposto di concentrare i fondi europei in settori nei quali l’impatto della spesa dell’UE possa essere maggiore rispetto a quello della spesa pubblica nazionale, come i progetti di ricerca e per la trasformazione digitale, le grandi infrastrutture o le iniziative dirette a dotare l’Unione degli strumenti necessari per proteggere e difendere i suoi cittadini.

Sul fronte dei tagli, Bruxelles propone che i finanziamenti a favore della Politica agricola comune e della Politica di coesione subiscano una modesta riduzione per tener conto delle nuove realtà di un’Unione a 27.

Le ONG europee vedono un  incremento del budget complessivo per l’azione esterna della UE ma solleva preoccupazioni la modalità con la quale questi fondi saranno distribuiti all’interno degli strumenti operativi. L’attuale proposta, che unisce 12 strumenti, potrebbe mettere in pericolo gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo a favore degli interessi di politica esterna dell’UE.

Aumentano le risorse per Erasmus Plus, LIFE e il Nono Programma quadro per la ricerca e l’innovazione, il successore di Horizon 2020 e diminuiscono i fondi PAC per agricoltura e coesione.

La Commissione ha poi proposto di aumentare gli aiuti allo sviluppo, le risorse per gli investimenti in ricerca nel settore della difesa, per la sicurezza e per la gestione delle frontiere esterne dell’Unione, prevedendo anche un aumento del personale di Frontex.

La Commissione ha proposto anche di semplificare la struttura del bilancio europeo, riducendo di oltre un terzo il numero dei programmi (dai 58 attuali a 37 in futuro) e razionalizzando l’uso degli strumenti finanziari, anche tramite il Fondo InvestEU.

Inoltre, per aumentare la capacità di risposta dell’Unione, l’Esecutivo ha proposto una maggiore flessibilità all’interno dei programmi e tra i medesimi, il rafforzamento degli strumenti di gestione delle crisi e la creazione di una nuova “riserva dell’Unione” che permetterebbe di affrontare eventi imprevisti e rispondere a situazioni di emergenza in settori quali la sicurezza e la migrazione.

Pur senza accogliere la richiesta italiana di collegare l’accesso ai fondi europei al rispetto degli impegni in materia di accoglienza dei migranti, la Commissione ha previsto una forma di macro condizionalità politica, rafforzando il legame tra i finanziamenti UE e lo Stato di diritto, presupposto essenziale di una sana gestione finanziaria e dell’efficacia dei fondi europei.

Il nuovo meccanismo permetterebbe all’Unione di sospendere, ridurre o restringere l’accesso ai finanziamenti UE in modo proporzionale alla natura, alla gravità e alla portata delle carenze relative allo Stato di diritto, attraverso decisioni proposte dalla Commissione e adottate dal Consiglio con votazione a maggioranza qualificata inversa.

Juncker ha richiesto la possibilita’ che le proposte post 2020 vengano approvate prima delle elezioni europee 2019.

Ricordiamo che il bilancio e la programmazione va approvato all’unanimità e sara’ poi prima il Parlamento europeo poi il Consiglio a deliberare all’unanimità dimensioni e caratteristiche del bilancio europeo 2021-2027 e della prossima generazione di programmi finanziari.

Info :

www. ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/communication-modern-budget-may_2018_en.pdf

communication-modern-budget-may_2018_en