La quarta intervista della rubrica Migration è dedicata al Programma Integra, società cooperativa sociale integrata, istituita nel 2005, che ira a favorire i processi di integrazione sociale di migranti e rifugiati attraverso la promozione di percorsi formativi innovativi.

Per saperne di più sull’argomento abbiamo intervistato Costanza Raguso, Project Officer presso Programma Integra.

1)In base alla sua esperienza, quali sono le metodologie didattiche più efficaci per favorire l’integrazione di migranti e rifugiati?

Dal 2005 Programma Integra si occupa di attivare e sostenere i processi di integrazione sociale di migranti e rifugiati, al fine di favorire l’avvio di percorsi di autonomia sostenibili e duraturi e contribuire al benessere e allo sviluppo della comunità. Ovviamente il primo passo verso l’integrazione è rappresentato dall’apprendimento della lingua del Paese di accoglienza. Negli ultimi anni, infatti, al fine di migliorare la nostra offerta formativa per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, abbiamo iniziato a sviluppare programmi formativi aventi un’impronta innovativa, allo scopo di stimolare e velocizzare l’apprendimento della lingua, attraverso metodi e strumenti alternativi di insegnamento.

Ad esempio, il corso dal titolo “Italiano ad arte” prevedeva una didattica ‘dinamica’ con lezioni in aula, interventi di mediazione interculturale, visite di studio e laboratori di pittura e di lettura poetica. Durante il corso è stata utilizzata una metodologia di tipo ‘comunicativo situazionale’. Della stessa metodologia si è avvalso anche il corso “Bla, bla, bla. L’italiano per immagini” che, oltre alla tradizionale didattica, ha previsto un laboratorio sul fumetto, la partecipazione ad incontri di lettura a cura di attori professionisti, arrivando ad avere varie occasioni di incontro e uno scambio diretto con studenti delle scuole superiori della Capitale. Infine, con il corso “Io mi racconto”, abbiamo cercato di integrare alle capacità e conoscenze linguistiche ulteriori capacità comunicative espresse attraverso la realizzazione di un video che potesse raccontare le storie dei giovani migranti e rifugiati e la loro esperienza in Italia, un modo per dire a tutti noi ci siamo e vi spieghiamo chi siamo. Lavoriamo costantemente allo sviluppo di programmi formativi che possano andare incontro alle necessità di chi arriva nel nostro Paese e che, purtroppo, si ritrova in condizioni di fragilità. Sicuramente l’ausilio della mediazione interculturale rafforza il lavoro degli insegnanti coinvolti. Cerchiamo, inoltre, di preparare sempre al meglio i nostri beneficiari, attraverso corsi di lingua italiana propedeutici alla frequenza di specifici corsi di formazione professionale, in modo tale da poter ovviare una serie di incomprensioni che potrebbero verificarsi, soprattutto con docenti non avvezzi a una determinata audience.  Accanto alla formazione rivolta ai migranti, Programma integra negli ultimi anni ha anche elaborato un catalogo della formazione e corsi rivolti a operatori dell’accoglienza e a professionisti del sociale, al fine di potenziare conoscenze e competenze necessarie a quanti vogliono lavorare a sostegno dei rifugiati e dei loro percorsi di inserimento socio-economico.  Tra i principali temi che affrontiamo ci sono ad esempio: strumenti pratici per l’assistenza legale dei richiedenti e titolari di protezione internazionale; metodologie e strumenti per l’orientamento al lavoro di rifugiati; accoglienza integrata e inserimento abitativo; progettazione di interventi di inclusione sociale per i rifugiati; budgeting e rendicontazione di progetti di accoglienza e integrazione di rifugiati. Non solo risulta essere necessario integrare al meglio i cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese, ma è di fondamentale importanza fornire agli operatori del settore strumenti sempre più efficaci per agevolare i processi di inclusione dei migranti.

2) Quali sono stati i progetti di successo gestiti da Programma Integra che hanno facilitato l’accesso al mondo del lavoro per migranti e rifugiati?

Uno dei principali assi sui quali si sviluppa il lavoro di tutta l’equipe di Programma Integra è l’inserimento socio-lavorativo di minori stranieri non accompagnati, richiedenti asilo e rifugiati. Negli ultimi anni, abbiamo gestito numerosi progetti afferenti al macroambito inserimento lavorativo tra cui:

  • INSIDE – INSerimento Integrazione NordSud inclusionE: finanziato da Italia lavoro, nell’ambito del Fondo Politiche Migratorie – Anno 2013. 14 percorsi di inserimento lavorativo attivati, diventati al termine del percorso 9 contratti di lavoro subordinato in aziende attive sul territorio romano.
  • LIFT – Lavoro Immigrazione Formazione Tirocini: finanziato da Italia Lavoro S.p.A. con fondi a valere sul Fondo di Rotazione per la Formazione Professionale e l’accesso al Fondo Sociale Europeo, attraverso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 17 giovani provenienti da Guinea, Costa D’Avorio, Gambia, Tunisia, Mali, Senegal, Burkina Faso, Siria e Bangladesh, hanno intrapreso, grazie a questo progetto, la loro esperienza propedeutica al lavoro in importanti aziende quali McDonald (4 operatori di sala), Chef Express (5 addetti alla sala), Hotel Capo D’Africa, Grand Hotel De La Minerve, Hotel Universo, Hilton Hotels, Hotel President (6 addetti a sala e colazioni) e 2 sono stati gli inserimenti con mansioni di magazziniere presso Migest srl e Shopping Paradise.
  • Servizio di formazione, orientamento e sostegno alla creazione di impresa nel settore agricolo ed agroalimentare, per cittadini di Paesi terzi: co-finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi, AP 2013, Azione 2 ‘Orientamento al lavoro e sostegno all’occupabilità’. Il progetto ha inteso promuovere percorsi di mobilità e di crescita professionale dei cittadini di Paesi Terzi, occupati, attraverso azioni formative e informative volte a sostenere forme di imprenditorialità autonome nel settore agricolo;
  • Re-Startup – rete nazionale per la creazione di imprese cooperative di titolari di protezione internazionale vulnerabili: finanziato dal Ministero dell’Interno e dalla Commissione Europea nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati. Un’iniziativa che ha portato alla creazione di 11 cooperative gestite da titolari di protezione internazionale, di cui due nate a Roma (gastronomia multietnica e multiservizi). Quipotrete trovare maggiori informazioni. Questi progetti ci hanno permesso di consolidare collaborazioni con solide aziende presenti sul territorio, come Ikea, Chef Express e l’EBTL – Ente Bilaterale del Turismo del Lazio. Per maggiori dettagli sui progetti in corso e i progetti conclusi, potete consultare questo link: Programma Integra – Area Inclusione Sociale

3) Attualmente stanno cambiando le priorità con il Decreto sicurezza. Limiterà l’accesso dei migranti all’istruzione?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, lo scorso 14 settembre, il decreto sicurezza. Il testo riguarda la “prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, oltre alle disposizioni su “rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e dicittadinanza”.

Il decreto nel suo primo articolo prevede l’abolizione della concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto dal Testo unico sull’immigrazione(legge 286/98).

Secondo la legge attualmente in vigore questo tipo di permesso può essere concesso ai cittadini stranieri che presentano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano”. Ma in base al nuovo decreto hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari coloro che fuggono da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità e che provengono da Paesi al di fuori dell’Unione europea.  Ciò che va sottolineato è che si assisterà a un ridimensionamento del sistema Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, un taglio netto alle risorse destinate a questo sistema comporterà una riduzione netta dei servizi rivolti a migranti, quindi dei servizi rivolti all’integrazione, che fin ora sono stati realizzati in base a quello che è il modello SPRAR, ossia dell’accoglienza diffusa.  Non ci sono quindi nel decreto norme specifiche che limitano l’accesso all’istruzione dei migranti. Continuerà ad essere compito degli operatori del sociale, coinvolti nei servizi di prima e seconda accoglienza, orientare i loro beneficiari nel miglior modo possibile.

 Intervista a cura di Francesca Garreffa