Con il termine startup innovativa si intende una nuova impresa con sede in Italia che produce e vende prodotti/servizi ad elevato valore tecnologico.
L’Istat, l’ente pubblico che si occupa di rilevazione e indagini statistiche, ha il compito di monitorare le agevolazioni a favore delle startup innovative, andando a misurare gli effetti sullo sviluppo, l’occupazione e l’innovazione. Non solo, l’Istat si occupa anche di redigere rapporti sulle conseguenze economiche micro e macro e valutare se l’obiettivo della misura applicata è stato raggiunto. Tutti possono accedere alle banche dati in modo gratuito e trasparente.

Inoltre, grazie alla Relazione Annuale del Ministro dello Sviluppo Economico al Parlamento possiamo avere accesso ai dati relativi al 2016:

  • -il numero di startup innovative era pari a 5.942, 40% in più del 2015. Solamente nel mese di marzo si è registrata l’iscrizione di 248 startup, mentre il tasso di mortalità, anche se in leggero aumento rispetto all’anno precedente, risulta ancora molto basso (1,1%);
  • il 95,1% delle imprese nate 3 anni fa risultano ancora attive;
  • il 44% delle startup innovative ha sede legale in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio;
  • la forma giuridica più utilizzata è la società a responsabilità limitata, seguita dalla srl semplificata;
  • il requisito di innovatività più frequente è quello legato a ricerca e sviluppo, ben il 62%, mentre si sono registrate 93 startup innovative a vocazione sociale e 620 in ambito energetico.

Per quanto riguarda le caratteristiche dei soci invece risultano essere mediamente 4 a impresa (di questi solamente il 18% sono donne) con un’età media di 42 anni e con Laurea come titolo di studio per almeno 7 soci su 10. I soci di genere femminile invece sono più giovani, con maggiori competenze linguistiche e circa il 78% possiede una laurea.
Prima di avviare la startup il 34,7% dei soci era lavoratore dipendente e il 34,3% ha avuto il padre imprenditore.

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